Indice

Presentazione
Alfred E. van Vogt

Premessa
Carlo della Corte, Renato Pestriniero

La fantascienza tra genere e "mainstream"
dalla laguna al cosmo

Carlo della Corte, Renato Pestriniero
Alieni a Venezia
Altre fantascienze
La fantascienza in Italia

CRONACHE DELL'ARCIPELAGO

Isenve
Jacques Barbéri

L'uomo, la donna e i bambini
Giorgio Cicogna

Tetralogia veneziana
Carlo della Corte

Attesa al Lido
Ugo Facco De Lagarda

Vertigine
Gustavo Gasparini

Il principio del gondoliere
Thomas R.P. Mielke

Vacanze a Venezia
Josep Palau i Fabre

Caccia subacquea
Renato Pestriniero

L'ultrapittura
Ivo Prandin

La città che non c'era
Pierfrancesco Prosperi

L'ospite
Pino Puggioni

Biennale 6000
Giulio Raiola

Alta marea
Kim Stanley Robinson

La notte breve
Sandro Sandrelli

L'uomo che "affittava" i continenti
Giorgio Scerbanenco

La gente che viene dagli altri mondi
Gabriella Scialdone

Indice dei nomi


Presentazione

L'universo è disseminato di galassie-isola divise tra loro da distanze talmente grandi da lasciarci attoniti, sbigottiti. Solo la fantascienza può unire quelle isole con ponti costituiti da trasmettitori di materia, con astronavi ultraluce, con le infinite risorse della fantasia tecnologico-speculativa.
Anche Venezia è un universo disseminato di isole.
Quando la science fiction apparve in quel microcosmo nel nordest d'Italia, alcuni abitanti delle sue isole - evidentemente degli alieni con sembianze umane capitati in quello strano arcipelago da chissà dove - cominciarono a stabilire contatti tra loro ponti di pietra e di legno che uniscono un'isola standosi su astronavi di carta stampata.
Si incontrarono, riconobbero la propria alienità, e formarono uno dei gruppi più rappresentativi della science fiction italiana. Tra quei giovani alieni c'erano anche Carlo della Corte e Renato Pestriniero.
Già nel 1962 Carlo della Corte pubblicava Pulsatilla sexuata, una delle primissime antologie personali di racconti di fantascienza. Con quei racconti veniva impostata una visione disincantata dei problemi dell'oggi e del domani, usando schemi classici in chiave ironica, il tutto proposto in prosa altamente professionale, iniziando così una politica di affinamento della science fiction e di riscatto stilistico nei confronti del mainstream.
Ancora oggi Carlo della Corte continua a sostenere la fantascienza filtrandola attraverso la sua attività di giornalista, scrittore, poeta, telecronista, conferenziere e promotore di iniziative come, ad esempio, questo libro.
Renato Pestriniero cominciò a pubblicare racconti d i fantascienza nel 1958. Da allora ha pubblicato oltre un centinaio di titoli tra racconti, romanzi, saggi. Il film che Mario Bava trasse dal suo racconto Una notte di 21 ore interpretato da Barry Sullivan e Norma Bengell ha avuto anche qui in America (con il titolo Planet of the vampires) un grande successo, ed è stato riproposto recentemente alla manifestazione "A wonderful world" a Chicago.
Anche Pestriniero continua a sviluppare la sua science fiction dell'uomo indagando prevalentemente nei labirinti dello spazio all'interno di noi, luogo altrettanto affascinante e misterioso dello spazio siderale.
Con Renato ho avuto io stesso l'opportunità di collaborare affidandogli la trasformazione in romanzo del mio romanzo Il villaggio incantato.

A quasi mezzo secolo dall'apparizione della fantascienza in Italia, Carlo della Corte e Renato Pestriniero hanno sentito il bisogno di raccontare come e perché Venezia è stata così influente nel coagulare tante pulsioni, nel plasmare un'idea proveniente da oltreoceano decisamente estranea alla sua natura, e farla sua.
Auguro che questi "ragazzi" - tra i primi in Italia a imbarcarsi su astronavi di carta stampata - continuino i loro viaggi; non ha importanza che seguano le rotte delle stelle o dello spazio interno, in ogni caso saranno viaggi traboccanti di senso del meraviglioso: Venezia, la loro incantevole città, è la più appropriata base di lancio.

Hollywood, Gennaio 1996

ALFRED E. VAN VOGT


Premessa

Quando l'idea di curare un'opera sulla fantascienza veneziana prese forma, ci si è subito presentato l'imbarazzo della nostra presenza. Successivamente, allorché per necessaria completezza il discorso si è allargato, seppure a grandi linee, a livello nazionale, I'imbarazzo si è esteso in proporzione. Autocitarsi è cosa sorniona e subdola: quel riferimento non sarà troppo caricato? Ma non ne soffrirà l'attendibilità cronachistica se il significato di un'esperienza in prima persona viene eliminato?
Insomma, non è cosa da poco. D'altra parte, nella storia della fantascienza a Venezia e in Italia, noi c'eravamo dentro sin dall'inizio. E allora che fare, obnubilarci dietro uno pseudonimo? Chi è abbastanza intimo in faccende fantascientifiche sono state combattute contro la presenza aliena del nom de plume, impalpabile come un ectoplasma ma dalla forza ricattatoria terribile: o così o non si pubblica.


Adesso, di fronte alla disponibilità dell'editore, ci sembrava di fare un affronto alla fantascienza italiana usando un mezzo che - anche se in questo caso per ragioni addirittura opposte- ricordasse tempi bui. Per ciò, quando è stato possibile sollevare il lettore dalle nostre presenze lo abbiamo fatto; quando non è stato possibile abbiamo cercato di inserirci, ove fattibile, attraverso citazioni altrui. Ecco allora questo nostro contributo presentato alla luce del sole. Comunque, a ogni buon conto, teniamo l'ombrello aperto.
C'è anche da dire che condensare in poco spazio la genesi di un movimento letterario e le sue ripercussioni su altre espressioni artistiche presentava non poche difficoltà. Come conseguenza, alcuni passaggi e certe opinioni espresse potrebbero dare adito a puntualizzazioni. Ci auguriamo che questa eventualità possa spronare altri a fare meglio e di più: sarebbe un grande risultato per la fantascienza italiana e un appagamento per noi.
Altro aspetto che ci sentiamo in obbligo di sottolineare riguarda la selezione che qualsiasi antologia impone nella scelta del materiale. Qui si è aggiunto l'impegno di onorare, in ogni brano presentato nella sezione antologica, l'attore principale, cioè Venezia. Invitiamo pertanto il lettore a considerare ciascun racconto come sentito e benevolo omaggio prima di valutarlo come possibile evento qualitativo.
Buona lettura.

CARLO DELLA CORTE
RENATO PESTRINIERO